Plug and Play

Un cliente ha acquistato un server nuovo un HP ProLiant ML150 G6 con Windows 2008 R2 per aggiornare il suo vecchio server. Sembrava una passeggiata, visto che Windows 2008 è fuori da tempo e HP, seguendo le orme di Compaq, fornisce un CD (SmartStart o Easy Setup, a seconda dei modelli) per l’installazione guidata.

Povero illuso.

Il CD di Easy Setup 1.0 fornito con il server non supporta Windows 2008 R2 x64 Microsoft OEM, decido quindi di provare a scaricare la versione 2.0 (500 Mb), ma nemmeno quella supporta questa versione di Windows.

Scarico, quindi, i driver del controller (Smart Array B110i), il setup di Windows me li carica correttamente, mi lascia creare una partizione, me la lascia formattare, ma al momento di avviare il setup, il programma dice di non riuscire a trovare alcun disco o alcuna partizione utilizzabile. Notare che è il medesimo programma che ha appena creato e formattato la partizione. C’è qualcosa di molto strano.

Sconsolato, mi rivolgo al supporto HP, da cui apprendo che, dal momento che i dischi e il lettore DVD del server sono gestiti dal medesimo controller, il setup di Windows 2008 si incasina: devo installare da chiavetta USB utilizzando il Windows 7 USB/DVD Download Tool, che, nonostante il nome, va bene anche per Windows 2008. Ringrazio e mi armo di tanta pazienza per seguire la procedura indicata, fortuna che ho con me due chiavette da 4 Gb e il fido portatile.

Scarico l’utility indicata, tento di installarla ma necessita delle Microsoft Image Mastering API v2; scarico anche quelle, le installo, ma hanno bisogno del reboot. E vabbè, riavviamo.

Installo e avvio il Windows 7 usb/dvd download tool ma scopro che l’utility non legge il DVD, ma vuole un’immagine ISO. Creo, quindi, l’immagine ISO del DVD con un programma esterno e la do in pasto all’utility, che la accetta, formatta la chiavetta e copia i file di installazione. Teniamo presente che l’immagine ISO sono 3 Gb, che sono stati prima trasferiti dal lettore DVD e poi ritrasferiti sulla chiavetta USB. Ci vuole un po’ di tempo per fare tutto ciò.

Alla fine della creazione della chiavetta di boot l’utility dice che la copia è terminata, ma non le è possibile aggiornare il boot record della chiavetta perché non trova l’utility BOOTSECT.EXE. Dirlo prima di un’ora di copia dei file no, eh? Maledetti…

A quanto pare, BOOTSECT.EXE può essere facilmente scaricato dal sito Microsoft utilizzando le medesime credenziali con cui si accede all’area di download per scaricare l’ISO di installazione di Windows. Peccato che io non sia in possesso di quelle credenziali perché l’ISO l’ho creato dal DVD, non l’ho scaricato dal loro sito. Ma non è un problema perché ci sono sempre delle fonti alternative.

Una volta ottenuto BOOTSECT.EXE, secondo le istruzioni di Microsoft avrei dovuto copiarlo in una directory particolare e rilanciare la creazione della chiavetta (un’altra ora di non-lavoro). Dopo qualche tentativo ho divinato la command line giusta per creare il boot sector della chiavetta: bootsect.exe /nt60 x:

Fatto ciò, il percorso è oramai in discesa: una volta copiati sulla chiavetta i driver del controller, l’installazione di Windows è andata via come un olio.

Dopotutto, non era così difficile!

5 Replies to “Plug and Play”

  1. Quindi cosa rispondi quando ti dicono che Windows in effetti costa meno di Windows perché è facile da installare e non richiede costosi consulenti?

  2. Nel caso in specie dovevo sostituire un server di 5 anni fa ad una ditta con 5/6 PC. La mia prima idea era quella di un NAS QNAP, ma la societa’ ha un gestionale basato su server. Ho chiesto al fornitore se supportava Linux, ma mi hanno risposto di no, quindi Win 2008 e’ stata la terza opzione considerata.
    Per onesta’ va detto che mi sono capitati un paio di casi un cui ho tribolato con CentOS, sempre paragonabili a questo, ovvero con macchine nuove e hardware relativamente appena uscito. Diciamo che l’incidenza di problemi simili si equivale tra Linux e Windows server: ovviamente non bloggo un articolo ogni volta che un’installazione WinServer o CentOS va a buon fine.

  3. Alex: il “piano B” in caso di fallimento dell’installazione era, appunto, l’installazione di ESXi sul quale ci finiva Windows 2008

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