eBook, previsioni e fesserie

La mia posizione sui DRM l’ho più volte detta e ripetuta: sono contrario senza alcun appello. Questa tecnologia di protezione si basa sul fatto che un’operazione matematica sia lunga (mesi, anni) da eseguire se non si conoscono alcuni dati, ma il caso dell’HDCP dovrebbe insegnare qualcosa.

Silvio ha chiarito molto bene quali siano i problemi dei libri protetti da DRM, che i potrebbero riassumere in “non si possono utilizzare come i libri”.

Da noi gli eBook sono più comuni di alcuni Paesi europei, checché ne dicano i soliti mugugnatori che vedono sempre l’Italia dietro tutti gli altri. Come in ogni nuova tecnologia, arrivano prima i piccoli e i pesi massimi seguono con la loro forza, la loro arroganza e anche con la loro stupidità (IOL, VOL… ricordate?).

Sembra quasi che qualcuno voglia deliberatamente rallentare l’avanzata degli eBook con lo scopo di mantenere una posizione di privilegio che sta scricchiolando rumorosamente offrendo dei prodotti implicitamente difettosi per usarli come argomento a supporto delle proprie tesi.

Prendiamo la frase “la carta è destinata a sparire”, dove la si legge nella stragrande maggioranza dei casi? Negli articoli di chi confuta questa affermazione attribuita a chissà chi. In realtà chi ha adottato gli eBook, in parte o in toto, non ha più interesse verso la polpa di alberi morti: semplicemente non costituisce più un problema e il suo destino riveste poco interesse.

Quando, alla fine del 1994, stavamo (io e relativamente poche altre persone) iniziando a lavorare con Internet non avremmo potuto certo prevedere cose come Internet Explorer, Mac OSX, Google, gli smartphone, ICQ, la fibra ottica in casa, YouTube, Napster, Skype… Eravamo lì con i telefoni ETACS grossi come mattoni che manco mandavano gli SMS, Trumpet Winsock, i modem a 28.8 e Windows 3.11 for Workgroup su un 486 sfigato. E la maggior parte delle previsioni del periodo hanno mancato il bersaglio peggio di uno stormtrooper imperiale (Altavista della grande Digital: morti stecchiti entrambi da lì a poco tempo).

È vero che è difficile far previsioni, specialmente quando si parla del futuro, ma è pur vero che le previsioni tipo “il trend costante verrà mantenuto” (o similari) sono altrettanto ridicole. Gli editori stanno scendendo in campo con gran squilli di trombe, che, loro sperano, dovrebbero coprire le urla di rabbia di chi inizierà a scottarsi con i DRM: “Ha aggiornato il firmware del telefono e ha perso tutti i suoi libri? Eh, mi dispiace, ma doveva fare prima un’esportazione delle chiavi, poi l’aggiornamento, poi l’importazione, poi la validazione, poi… [CLICK!]”.

Molti si stanno chiedendo come sarà il 2011 (più in là non azzardano, ma non per i Maya). Il futuro siamo noi consumatori a costruirlo e una cosa è certa: ogni acquisto di prodotti coperti da DRM è un voto a favore del DRM, quindi pensateci bene. Se volete regalare un libro elettronico, magari val la pena iniziare da chi non tratta l’acquirente come un ladro. È un sacrificio? Certamente! Ma ne potrebbe valere la pena.

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