Cotechino in crosta

Ricetta di fine inverno per smaltire quello che rimane dei cibi invernali o per trarre vantaggio dalle offerte dei negozi che se ne vogliono disfare.

Avevo lì un cotechino di Modena precotto da Natale e volevo trovare un modo di usarlo che non fosse il solito purè di patate.

Ingredienti per 3/4 persone:

  • un cotechino di Modena precotto da 300g o similare
  • pasta sfoglia pronta
  • senape
  • mostarda di frutta
  • semi di papavero (opzionale)

Cuocere il cotechino seguendo le indicazioni del produttore, aprire la busta scolare la sugna per bene, togliere la pelle, tagliare il cotechino per il senso della lunghezza e lasciarlo riposare.

Accendere il forno.

Srotolare la pasta sfoglia, spezzettare in maniera grossolana (meno di mezzo centimetro) un po’ di mostarda di frutta. Disporre la mostarda a 3/4 della lunghezza del foglio di pasta con un po’ dello sciroppo che l’accompagna.

Disporre le due metà del cotechino sopra la mostarda con la parte piatta verso il basso.

Cospargere il cotechino con la senape secondo il gusto. Io ho usato la senape inglese, ma va bene anche quella francese; in questo caso tenete presente che il sapore di mostarda e cotechino potrebbero coprire quello della senape.

Arrotolare il cotechino con un giro di pasta sfoglia tagliando l’eccedenza.

Se avanza della pasta sfoglia potete fare dei salatini dando sfogo alla vostra fantasia.

Spennellate il cotechino in crosta con poca acqua e fate cadere un po’ di semi di papavero come decorazione (opzionale).

Infornate il cotechino e gli eventuali salatini, tenendo ben d’occhio la cottura di questi ultimi.

Quando i salatini sono ben dorati (o quando sono passati circa 10/15 minuti) sfornateli, rigirate il cotechino in crosta e completate la cottura.

Purtroppo tempi e temperature dipendono dal tipo di pasta sfoglia che si utilizza. Nel mio forno ventilato a 200 gradi i salatini erano pronti in 10 minuti e ho fatto cuocere il cotechino per quasi mezz’ora.

Servite ancora caldo e accompagnate con del vino rosso mosso del nord Italia (Bonarda, Barbera, Gutturnio, Lambrusco, Sangiovese…) a temperatura cantina o, se non vi piace il vino rosso, con del bianco dal gusto fresco (il termine enotecnico per indicare l’acidità piacevole del vino) che lava via il grasso.

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