Frammenti di repulisti di vecchi floppy da 3″½

Un floppy da 720k con la copia della mia prima home page.

Un floppy con l’etichetta di Sysnet S.p.A. con scritto MS Internet Explorer Disco 1-1 (ma con un diverso contenuto).

Un floppy di driver Compaq per SCO UNIX che contiene un boot di Linux del 2003.

Un floppy bootabile con Ghost.

Innumerevoli floppy bootabili con aggiornamenti di ogni tipo di firmware, dagli storage ai BIOS dei server ai firmware dei CD-ROM Teac.

I dischi originali di installazione del MS-DOS 6.2

Due dischi illeggibili marchiati VideoOnLine 1.3 (numero verde per l’assistenza 167-014630)

Tanti ricordi.

Frammenti 9/12/2010

Le istruzioni per l’uso negli shampoo.

I dettagli infinitesimi su composizione e contatti del servizio clienti di un detersivo e il perfetto anonimato dei vini italiani venduti due corsie più in là.

Apple dismette la linea server. Lo ha fatto perché un server non lo si può mostrare in giro o perché dopo un po’ i server si sporcano e il grigio polvere non sta bene con il bianco o l’alluminio?

A Santo Stefano saremo tutti più cattivi.

WikiLeaks: la più grande pugnalata alla disgustosa political correcteness globalizzata.

Gli intellettualoidi che parlano di “profumo dei libri” e di “sensazioni tattili”. Faremo libri di pagine bianche pregni di idrocarburi per accontentare la loro dipendenza dal mezzo fisico, indipendentemente dal contenuto. Del resto c’è chi compra i libri solo se il loro colore sta bene con la tappezzeria.

Qualche esegeta di Cupertino che sta per commentare spiegandomi la vera ragione per cui Apple ha tagliato i server.

Frammenti di un weekend londinese

CanalettoLa Tottenham Court Rd. si è ripopolata di negozi di elettronica di consumo.

Le previsioni del tempo hanno sbagliato mira per tre giorni.

Whittard ha meno te e più caffè e cioccolato.

La mostra di Canaletto è cibo per l’anima.

Mezza Oxford St. e Regent St. a traffico solo pedonale.

I treni da/per il circondario di Londra passano ogni quarto d’ora circa, anche la sera tardi e si pagano con la Oyster.

MIND THE GAP

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Frammenti di Heathrow Terminal 4

Venerdì, 9 luglio 2010. 18:15, ora locale. Sala delle partenze di LHR/T4.

Una poliziotta fa la ronda a cavallo di una mountain bike bianca con scritto POLICE, cercando di evitare i passeggeri.

Due asiatici seduti al tavolino del pub mangiano un’aragosta intera fritta con birra e patatine.

3×2 della marmellata da Harrod’s.

Qualche passeggero si porta il cuscino da casa (sono relativamente tanti e non li ho mai capiti).

L’Italiano seduto al bancone del pub poco distante da me che è sempre attaccato al cellulare per parlare con qualcuno.

Dixons vende gli adattatori delle spine di corrente dai formati europei al formato sudafricano a 8.50. In offerta fra qualche giorno. O ritirati dagli scaffali.

I passeggeri del volo per la Corea salgono a bordo con il pasto caldo nella doggy bag acquistato nei locali dell’aeroporto lasciando scie di odori poco invitanti. Alcuni salgono con una pizza in un cartone. Mi immagino il viaggio.

Le assistenti di terra di Alitalia parlano tra di loro con marcato accento laziale, ma si rivolgono ai passeggeri simulando male l’accento di un inglese madrelingua quando tenta di parlare italiano. Lo fanno anche (soprattutto?) quando gli presenti il passsaporto italiano.

Il sottoscritto si fa un sandwich con soft brie, bacon e tomato chutney con una London Pride e scrive il testo di questo post demenziale per far passare il tempo.