Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…

Star Wars concertCirca trent’anni fa ero uno dei tanti bambini che assisteva alla proiezione di un film che avrebbe cambiato definitivamente il suo immaginario fantastico. La combinazione di immagini sul grande schermo e la musica davano vita ad uno spettacolo unico, che avrebbe definito il modo di fare cinema di fantascienza da lì in avanti, creando anche l’industria degli effetti speciali.

Trent’anni sono passati e ieri pomeriggio al come-si-chiama-adesso-il-Forum di Assago ho potuto assistere ad uno spettacolo che non avrei mai immaginato di poter vedere fino a pochi anni fa.

Lì davanti a me c’era un’intera orchestra sinfonica, con tanto di coro, una scenografia d’effetto e uno schermo largo quasi quanto il palco. Questa è la premessa di Star Wars in Concert.

Quello che è veramente Star Wars in Concert varia da persona a persona e ieri c’era un campionario molto assortito, che andava dal bambino delle elementari all’azzimato pensionato accompagnato dalla consorte che, alla vista della bacheca dei prop, ha perso l’autocontrollo e si è comportato esattamente come il bambino di cui sopra.

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Windows 7 XP

Ieri in un articolo è stato annunciato che nelle versioni professionali del futuro Windows 7 sarà possibile installare senza costi aggiuntivi un pacchetto costituito essenzialmente da una versione ad hoc di Virtual PC con una macchina virtuale Windows XP legittimamente licenziata.

Questa sarebbe la soluzione per mantenere la compatibilità del software business e per invogliare gli aggiornamenti studiata dalla più grande ditta di software del pianeta? Scusate, signori di Redmond, ma a chiudere un XP in una virtual machine che gira su un sistema più stabile (vmWare ESX, Linux, Mac OS) è una soluzione a cui sono arrivati quasi tutti da anni!

Microsoft per ora non dice quale sarà il livello di interazione tra la macchina ospitante (Windows 7) e quella ospitata (Windows XP). Se le barriere saranno basse e si tratterà solamente di una shell di supporto, ricadiamo nel WOW (Windows Over Windows) di Windows NT, però ci potrebbero essere problemi di compatibilità degli applicativi che potrebbero bloccare l’adozione di Windows 7. Se le barriere saranno molto elevate, avremo due sistemi operativi da manutenere e da mantenere in sicurezza (patch, antivirus, manutenzioni) con oneri doppi per le aziende.

Mantenere la compatibilità senza precludere i percorsi di aggiornamento e di miglioramento del software non è un’operazione impossibile, Linux e molti progetti open source sono lì a dimostrarlo. Forse è giunta l’ora che Microsoft ripensi un po’ alle proprie strategie e inizi a pubblicare software di un certo livello anziché fare del gran marketing perché le storie come quelle della Computer Associates insegnano che non si vive di solo marketing.

Ubuntu 9.04 Jauntry Jackalope

L’installazione della nuova Ubuntu mi permette di non lasciare il necrologio di GeoCities come ultimo post del blog.

Ho tentato di fare l’upgrade, ma avevo pasticciato troppo con prove e varie installazioni dubbie, quindi ho pensato di ripartire da zero.

Mentre scaricavo con BitTorrent (il Maligno! il Maligno!) l’ISO del CD, ho aggiornato il backup di tre directory a colpi di rsync: la mia home, una directory di dati e quella con le macchine virtuali.

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Le fontane della scienza

Anche questo post ha un alto livello di geekitudine.

Dopo i video sugli elementi della tavola periodica, l’Università di Nottingham ha attivato un’altra lodevole iniziativa per la divulgazione della conoscenza scientifica: Sixty Symbols.

Questa nuova iniziativa si propone di produrre un video dedicato a sessanta simboli della fisica e dell’astronomia.

Il taglio dei video è decisamente divulgativo e i professori intervistati parlano un buon inglese (britannico, ovviamente).

Da notare che, assieme ai video ospitati da YouTube, sono disponibili su Flickr anche gli schizzi che i professori hanno realizzato durante le loro spiegazioni.

Consiglio vivamente una visita a questo sito.

Sui social network

L’argomento è tornato in auge quando la stampa italiana ha parlato (per lo più a sproposito e senza una conoscenza specifica) di Facebook.

I sistemi di aggregazione di persone per via telematica sono vecchi come la telematica medesima e probabilmente affondano le loro radici nelle BBS che si interconnettevano via modem, come FidoNet, Sublink, Internet stessa prima dl boom e il network dedicato ad Apple di cui ho dimenticato il nome. Per chi è nato e cresciuto telematicamente su quelle reti, il boom di Internet iniziato nel tardo 1994 non ha rappresentato nulla di nuovo.

La novità a mio modo di vedere è arrivata con la connettività flat casalinga e dei piccoli uffici, che ha permesso la fruizione e la pubblicazione di contenuti in maniera costante.

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VMware 6.5

Fino alla versione 6.0.x chi utilizzava VMware Workstation su Ubuntu doveva lanciare uno script di compilazione che poneva domande non troppo chiare per chi non sia uno smanettone.

Questa operazione non doveva essere eseguita all’installazione, ma ogni volta che veniva aggiornato il kernel, all’incirca una volta ogni 40 giorni.

Tempo fa ho scaricato e installato la nuova versione 6.5 di VMware Workstation. Già nella procedura di installazione ho notato un notevole miglioramento della procedura di installazione dal punto di vista dell’utente medio, in quanto è scomparsa la necessità di eseguire lo script di compilazione.

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Quando il minimalismo non paga

Uno dei grimaldelli utilizzati per convincere molte organizzazioni ad adottare Linux è sempre stata la bassa richiesta di hardware da parte di questo sistema operativo quando vengono paragonate a quelle di Windows Server. È una strategia che ha pagato moltissimo perché è tutt’ora possibile dimostrare che un qualsiasi PC desktop può essere utilizzato per ricoprire il ruolo di un server.

Se ciò aveva un significato quando i costi di un server erano cospicui, credo che ora il gioco al ribasso per i server Linux inizi ad essere un boomerang assai pericoloso.

I sostenitori di Linux sono spesso determinati a dimostrare la bontà del sistema e accettano troppe volte offerte al ribasso sull’hardware fino a raggiungere livelli ridicoli. Non dobbiamo più accettare che l’hardware di scarto di un’organizzazione diventi la base su cui viene costruito un sistema mission critical quale il NAS per i backup, il mail server, il web server della intranet, il fax server…

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Security through obscurity è MALE

Ficcatevelo in testa: nascondere (o negare) i problemi di un sistema è il peggiore dei comportamenti possibili.

La considerazione nasce, ovviamente, dalla paradossale storia che ha coinvolto alcuni studenti del MIT e un servizio di trasporti pubblici del Massachussetts. Innanzi tutto va chiarito che le persone coinvolte non sono un manipolo di malviventi, ma studenti del MIT il cui professore è Ron Rivest, la ‘R’ del RSA. Gli studenti hanno scoperto un problema nel sistema di tariffazione dei trasporti pubblici e hanno applicato le procedure descritte dalla Full Disclosure Policy (RFPolicy) v2.0. La policy prevede che chi scopre un problema di un sistema contatti per prima cosa l’autore/gestore del sistema con cui stabilisce un dialogo che ha come scopo primario la soluzione del problema.

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33.000 record di iscritti a Clear rubati a SFO

La CBS riporta (via Slashdot) che all’aeroporto di San Francisco il 26 luglio u.s. è stato rubato un computer portatile che contiene le informazioni personali di 33.000 clienti di Clear, un servizio che consente a chi paga 100$/anno di seguire una procedura più rapida durante le operazioni di controllo di sicurezza negli aeroporti americani.

A parte l’idiozia di far pagare un quid per evitare i controlli di sicurezza, le informazioni personali contenute nel computer non erano protette da alcun sistema di crittografia, perciò chi ha in mano in questo momento il portatile ha libero accesso ai dati personali e agli estremi dei documenti di identità di 33.000 cittadini americani, molti dei quali, è ragionevole presumere, sono utenti abituali del servizio aereo.

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Quaranta giorni dopo

Cybook e il mio libro su Babylon 5

È quello che gli ospiti dicono mentre ripartono in macchina che conta.

Quaranta giorni dopo l’acquisto ho ricaricato per la prima volta le batterie del Cybook ed è ora di fare un piccolo report sull’oggetto.

Sono stati quaranta giorni abbastanza movimentati, il Cybook mi ha seguito su quattro voli aerei nazionali senza creare problemi, a parte una volta in cui si è bloccato mentre ero in volo ed avevo bisogno di un oggetto appuntito (terrorista!) per forzare un reset dell’apparecchio; fortunatamente una normale penna a sfera riesce ad azionare il pulsante apposito.

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Defender

Defender era uno dei miei arcade preferiti e ho trascorso ore ad evitare che i dannati umanoidi venissero catturati dai lander.

Grazie alle nuove tecnologie e’ ora possibile giocare ad una nuova verisone di questo classico, Defender of the Favicon. Mathieu ‘p01’ Henri ha creato una versione di Defender in grado di girare nella favicon, ovvero l’iconcina tipica di ogni sito che appare a sinistra dell’URL del browser.

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The Periodic Table of Videos

The Periodic Table of VideosQuesto è un post ad alto livello di geekitudine.

The Periodic Table of Videos è un sito curato dall’Università di Nottingham che sta pubblicando un video per ciascun elemento della tavola periodica. I video sono interessanti e narrati con linguaggio comprensibile (per chi comprende l’inglese, ovviamente), ma senza castronerie scientifiche. Di tanto in tanto ci sono inserti divertenti o spettacolari; chi non vuole far passare tutti gli elementi (male!) e vuole vedere solamente gli esperimenti interessanti può clickare il link Features nella home page del sito. Alcuni di questi esperimenti mi hanno ricordato la rubrica Will it fizz or will it bang? di Brainiac.

The Periodic Table of Videos è un sito in cui un appassionato di scienza come me inizia dall’idrogeno e non smette finché non ha visto tutti i video; sebbene il mio riferimento online per gli elementi chimici rimanga Web Elements, The Periodic Table of Videos ha un alto livello divulgativo e permette di vedere in video alcuni elementi allo stato puro difficilmente reperibili.

Aggiunta. Dopo aver visto tutti i video, devo andare a Ytterby.