{"id":80,"date":"2008-09-14T20:43:55","date_gmt":"2008-09-14T18:43:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fantascienza.com\/blog\/blackpig\/?p=80"},"modified":"2008-09-14T20:43:55","modified_gmt":"2008-09-14T18:43:55","slug":"come-cambia-il-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/luigirosa.com\/index.php\/2008\/09\/14\/come-cambia-il-lavoro\/","title":{"rendered":"Come cambia il lavoro"},"content":{"rendered":"<p>Mi riferisco al mio lavoro, quello del consulente IT.<\/p>\n<p>Quando ho cominciato, un ufficio era d&#8217;obbligo perch\u00e9 Internet andava nella migliore delle ipotesi via ISDN (le linee fisse erano prerogative aziendali) e non era diffusa in maniera capillare; parimenti, il telefono cellulare aveva ancora qualche problema e non solamente di costo. Anche i computer portatili imponevano una serie poco accettabile di compromessi con cui gli smanettoni non riuscivano a convivere. Quindi il lavoro consisteva nel vivere in ufficio (con i problemi connessi allo spostamento casa-ufficio) dove si svolgevano le attivit\u00e0 di sviluppo e assimilati e si andava dal cliente per qualsiasi tipo di attivit\u00e0.<\/p>\n<p><!--more-->La proliferazione delle ADSL e della telefonia mobile migliora notevolmente la vita dei consulenti, almeno la mia. L&#8217;ufficio non \u00e8 pi\u00f9 necessario, ci si basa su uno o pi\u00f9 server costantemente collegati ad Internet per i vari servizi, quali la mail e il <em>repository<\/em> dei dati e dei programmi, e il numero di telefono dell&#8217;ufficio inizia con un 3. Lo <em>small office<\/em> diventa, quindi, <em>home office<\/em>, con rischi (autoschiavit\u00f9 <em>in primis<\/em>) e benefici del caso. Tuttavia in questa fase Internet \u00e8 ancora un po&#8217; lenta per certe attivit\u00e0, che richiedono necessariamente un intervento fisico.<\/p>\n<p>Pian piano anche i portatili diventano computer con cui si pu\u00f2 lavorare decentemente, perci\u00f2 quando si va dal cliente \u00e8 possibile portarsi dietro l&#8217;ambiente di sviluppo e le chiavi SSL per collegarsi in VPN da altre parti. Il passaggio da POP3 ad IMAP, favorito dall&#8217;aumento della velocit\u00e0 delle connessioni e dalla diminuzione dei costi di storage, permette di avere tutta la propria mail sempre disponibile, che si operi dal PC di casa, dal portatile o dalla webmail. Di fatto con questo passo ci siamo slegati anche da una posizione fisica fissa, sia essa l&#8217;ufficio o la casa: pi\u00f9 di una volta mi \u00e8 capitato di lavorare in posti che prima solamente nelle pubblicit\u00e0 americane era possibile.<\/p>\n<p>Credo che adesso, se le compagnie telefoniche UMTS ci assistono, siamo all&#8217;inizio di un nuovo cambio di prospettiva. Questo weekend ho cambiato il cellulare, vecchio oramai di tre anni, e ho preso un Nokia E71. Quello che ho in mano \u00e8 un computer a tutti gli effetti (di cui parler\u00f2 in dettaglio in un successivo post) con un client mail, un client SSH, una VPN (da testare), un client Windows Terminal (questo devo ancora installarlo) e una connessione 802.11. Una volta che riuscir\u00f2 a mettere assieme i pezzi e ad avere un contratto dati con Vodafone che non mi costi come una quota di maggioranza nell&#8217;azienda telefonica, potr\u00f2 risolvere piccoli problemi presso i clienti che ora mi obbligano a dire \u00abquando mi collego alla Rete leggo la mail e ti risolvo il problema\u00bb. Per ora il terminale UMTS non pu\u00f2 sostituire un portatile, ma permette di non essere sempre obbligati a portare con s\u00e9 un portatile per svolgere alcune funzioni basilari sui server che si amministra.<\/p>\n<p>Rimane, certamente, il problema dell&#8217;autoschiavit\u00f9, ma credo che in questo momento pochi sarebbero felici di tornare a lavorare come dieci\/dodici anni fa quando bisognava saltare in macchina per una qualsiasi fesseria che ora risolviamo collegandoci in VPN e in <em>remote desktop<\/em> o in SSH.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi riferisco al mio lavoro, quello del consulente IT. 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