Ristorante al Filò

alfiloIl ristorante al Filò è probabilmente, nel suo genere, il locale migliore di Bormio e di tutta l’Alta Valtellina.

Max Tusetti, lo chef che officia nel locale, è una persona del posto, che conosce e rispetta profumi e gusti del suo territorio e li sa interpretare ogni volta in chiave personale, ma senza snaturarli.

L’ambiente del locale, situato nel cuore di Bormio, colpisce immediatamente: si tratta, infatti, di una stallae un fienile ristrutturati con soffitto a botte in pietra. Specialmente durante la stagione invernale, l’ambiente caldo e accogliente invita alla degustazione dei piatti preparati da Max.

La cantina non è da meno, con una vasta scelta di vini, specialmente valtellinesi. Da segnalare la disponibilità di mezze bottiglie e vini al bicchiere.

Da segnalare i due menu speciali. Quello della tradizione valtellinese permette a chi non conosce il territorio di avere un’idea dei gusti locali. Quello dello chef, che cambia durante l’anno e segue la disponibilità delle materie prime, permette di provare la creatività di Max, con porzioni ridotte rispetto agli stessi piatti presi dalla carta per poter arrivare a gustare il dolce senza affanni o rinunce.

Ristorante al Filò
via Dante Alighieri 6
23032 Bormio – SO
0342 901732
www.ristorantealfilo.it

Addio Kambrin

Al Kambrin ha chiuso. Per sempre.Fino a pochi mesi fa c’era un negozio di generi alimentari a Bormio dove andava principalmente la gente del posto. Era una negozio in cui si respirava aria di Valtellina, dove proprietari e acquirenti parlavano il vernacolo locale e il forestiero era trattato bene, con simpatia e il calore un po’ riservato tipico dei Valtellinesi.

Purtroppo questo negozio, Al Kambrin, ha chiuso. La voce del vento dice che abbia chiuso per motivi di salute di qualcuno dei gestori.

Per me era uno degli appuntamenti fissi delle gite a Bormio. I salumi e i formaggi del Kambrin sapevano di Valtellina: i salamet di vari tipi di carne (suino, capra, cervo), le slinzeghe saporitissime e i formaggi!

Proprio i formaggi meritano una nota particolare. Non avevano nomi altisonanti, ma avevano un gusto unico a tal punto che il medesimo tipo di formaggio acquistato in due giorni diversi (quindi due forme differenti) aveva sapori e profumi leggermente diversi, a seconda di quel che avevano mangiato le mucche. Tipico segno di un’assenza di omologazione e appiattimento, ma di peculiarità di gusti e profumi.

Ultimi ma non ultimi vanno citati i canederli, fatti a mano dal personale del Kambrin con gli scarti di salumeria, come si conviene per quel tipo di prodotto. Capitava che ne acquistassi anche più di venti per volta e li congelassi una volta tornato a casa per consumarli con calma bolliti come mi veniva raccomandato.

Addio Kambrin e grazie!