Cosa significherebbe un controllo di Internet

La notizia: il motore di ricerca cinese Baidu ha bloccato le ricerche con parole chiave che hanno a che fare con il terremoto appena verificatosi nella regione del Qinghai che ha provocato, per ora, 400 vittime e 8.000 feriti.

Il contrasto con altri motori di ricerca occidentali è stridente: noi utilizziamo i motori di ricerca quando abbiamo bisogno di notizie, un esempio è l’analisi compiuta da Google trends (già Google zeitgeist). Limitare le ricerche proprio nel momento in cui sono più utili è un’azione che non ha certo bisogno di commenti.

Internet non è un brutto babau in cui non vigono regole, come ha scritto un giudice italiano (signor giudice, cosa ne pensa degli stadi italiani?). È un posto con delle regole differenti, che possono confondere chi si ostina a non volerle comprendere e insiste nel voler applicare paradigmi dello scorso millennio ad una tecnologia nuova. Internet è uno strumento in cui “pluralità d’informazione” non significa poter leggere sia il Corsera, sia la Repubblica, ma poter leggere il Guardian, Al Jazeera, il NY Times, El País, la FAZ, e Haaretz, farsi una propria idea di cosa stia succedendo e magari concludere facendosi due risate con il Sun e la Bild.

Possa questa pluralità avere vita lunga e prospera, ma stiamoci attenti.

…allora è meglio Microsoft!

Il titolo è volutamente provocatorio e l’antagonismo ideologico tra le major dell’informatica non è l’oggetto di questo post, che è un esercizio teorico basato su un fatto di cronaca.

Recentemente c’è stato un attacco coordinato proveniente dalla Cina contro il servizio di posta elettronica di Google. L’attacco sarebbe stato coordinato attraverso dei computer controllati tramite il protocollo Aurora, la cui analisi ne rivela la complessità e fa chiaramente capire che non è stato creato dal solito gruppo di smanettoni cantinari.

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GeoCities

GeoCitiesQuando ancora non esistevano i social network; quando Netscape era il browser che andava per la maggiore e molti puristi lo snobbavano in favore del più corretto Mosaic; quando il motore di ricerca era sinonimo di Altavista; quando lo spazio mail non veniva regalato a Gigabyte…

Quando tutte queste cose erano la realtà per chi era su Internet c’era un sito che permetteva di creare piccole paginette anche senza avere un client FTP la cui grafica lasciava molto a desiderare, ma erano, dopotutto, delle pagine fatte dagli utenti per cui non pagavano nulla.

Questo sito era GeoCities, forse il primo aggregatore di siti similari grazie al concetto di vicinato, che permetteva di associare tra di loro le pagine che trattavano argomenti simili.

La fama di GeoCities come aggregatore di moda è andata in seguito scemando; l’organizzazione è stata incorporata da Yahoo! ma oramai era un cadavere pieno di file inutili (se non illegali), pagine morte, dati non aggiornati.

Yahoo! ha deciso di radere al suolo queste città fantasma, residuati di una Rete che non esiste più e che non aveva più senso tenere in vita.

Il laser ai Babilonesi

The more you tighten your grip, Tarkin, the more star systems will slip through your fingers.

Immaginate di compiere un salto di circa tremila anni indietro nel tempo e di dover spiegare cosa sia un laser ai Babilonesi agitando davanti a loro un puntatore laser acquistabile da noi per pochi Euro.

Immaginate ora di dover spiegare ai politici del nostro tempo cosa sia Internet.

Tra le due, io scelgo senza indugio il laser ai Babilonesi perché credo che avrei più successo. Continue reading “Il laser ai Babilonesi”

HyperTrek

HyperTrekPiccolo spazio pubblicità.

In agosto ho aggiornato il motore di HyperTrek, che ora è alla versione 2.0. La novità più evidente è il cambio della grafica standard: ho voluto un po’ decostruire l’interfaccia e togliere filetti, sfondi, retini e ammennicoli vari, vuoi perché oramai ce ne sono troppi nei siti, vuoi perché spero che una grafica così leggera sia più fruibile dai dispositivi portatili. La nuova grafica è figlia dell’uso massiccio di DIV e SPAN al posto delle tabelle, che sono state ridotte al minimo indispensabile. Le immagini della nuova grafica sono opera del vulcanico Sat’Rain, impagabile collaboratore del sito. Questa scelta mette a disagio chi usa ancora Internet Explorer 6, ma spero che gli utenti di questo browser pieno di vulnerabilità note a tutto il mondo aggiornino velocemente il loro programma.

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Il problema dei DNS (e la soluzione)

Probabilmente avrete sentito parlare di una falla di sicurezza dei DNS che è stata scoperta all’inizio dell’anno e tenuta segreta fino a pochi giorni fa (in teoria non sarebbe dovuta scappare fino all’inizio di agosto, ma si sa come vanno queste cose), dopo che tutte le maggiori entità interessate hanno rilasciato degli aggiornamenti.

Prima un preambolo introduttivo, chi conosce già come funzionano i DNS può saltare i due capoversi che seguono.

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Le infrastrutture

La storia di questo post ha come protagonista una media impresa manifatturiera sita nel cuore della pianura padana; limiterò i dati identificativi al minimo per vari motivi, non ultimo dei quali il fatto che il caso esposto è comune a molte aziende.

Questa azienda produce beni ad alta qualità nel proprio settore e li esporta in tutto il mondo. La sede attuale è invariata da dodici anni e sono circa sei anni che dispone di una linea ADSL con l’incumbent italiano; con il trascorrere del tempo la linea Internet è diventata sempre più importante, visto il prevalere dei rapporti con l’estero e l’introduzione di nuove tecnologie.

La sede, va specificato, non si trova in mezzo alla campagna, ma nella cosiddetta zona artigianale di una cittadina di circa quindicimila abitanti. A fianco ai capannoni del nostro esempio ci sono molti altri capannoni in attività da anni e un piccolo centro commerciale.

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