Le fontane della scienza

Anche questo post ha un alto livello di geekitudine.

Dopo i video sugli elementi della tavola periodica, l’Università di Nottingham ha attivato un’altra lodevole iniziativa per la divulgazione della conoscenza scientifica: Sixty Symbols.

Questa nuova iniziativa si propone di produrre un video dedicato a sessanta simboli della fisica e dell’astronomia.

Il taglio dei video è decisamente divulgativo e i professori intervistati parlano un buon inglese (britannico, ovviamente).

Da notare che, assieme ai video ospitati da YouTube, sono disponibili su Flickr anche gli schizzi che i professori hanno realizzato durante le loro spiegazioni.

Consiglio vivamente una visita a questo sito.

Dimensions

Dimensions è uno spettacolare film divulgativo di circa due ore dedicato alle dimensioni geometriche e alla quarta dimensione in particolare.

Le immagini del film sono spettacolari per chi ama questo genere di trattazioni. Immaginare un simplex 4D, un ipercubo o figure regolari più complesse a quattro dimensioni non è semplice, tuttavia la chiarezza delle spiegazioni e l’ausilio della grafica portano l’appassionato quanto più vicino possibile ad una buona comprensione dei solidi a quattro dimensioni.

L’approccio è decisamente divulgativo, il ritmo della narrazione è deliberatamente lento senza essere noioso per consentire allo spettatore di assimilare i concetti attraverso le animazioni.

Il documentario si apre con i concetti base di coordinate su una sfera per poi estendere il concetto alla proiezione stereografica, fondamentale per la comprensione dei solidi a 4D. La narrazione prosegue con l’utilizzo della proiezione stereografica per rappresentare oggetti 3D familiari per poi passare agli oggetti a quattro dimensioni, utilizzando una notevole quantità di esempi.

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Algoritmi e curve temporali

Come programmatore sono sempre stato affascinato dagli algoritmi, specialmente se compatti ed eleganti

Ci sono, però, dei problemi per la cui soluzione non esistono algoritmi efficienti; di contro, per gli stessi problemi, se viene presentata una soluzione, questa è immediatamente e facilmente verificabile come corretta. Prendete, per esempio, una mappa con un sacco di isole e ponti: non esiste un algoritmo efficiente che tracci un percorso per visitare tutte le isole una sola volta, ma se vi viene presentata una soluzione, è facile capire se sia corretta. Un altro problema da un lato più teorico, ma con tremende ripercussioni pratiche è, dato un numero, capire se sia il prodotto di due numeri primi e di quali. Se quest’ultimo problema è semplice con numeri piccoli, non lo è, fortunatamente, per numeri molto grossi. Perché «fortunatamente»? Perché la gran parte di transazioni informatiche crittografate si basa su questo assunto. Se leggete che qualcuno ha trovato un algoritmo per fattorizzare rapidamente numeri di grandi dimensioni, iniziate a preoccuparvi davvero.

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Il codice perduto di Archimede

Image of Il codice perduto di ArchimedeHo terminato la lettura de Il codice perduto di Archimede di William Noel e Reviel Netz.

Volume molto interessante sotto vari punti di vista. Il primo e più ovvio è rivivere i momenti della trascrizione di testi di Archimede che si ritenevano perduti. Il lavoro è ancora in corso e può essere seguito consultando il sito del palinsesto di Archimede dal quale è anche possibile scaricare le immagini delle elaborazioni del team di ricerca (è necessario avere una buona connessione ad Internet).

La scoperta dei testi di Archimede rivela che il matematico siracusano (e forse altri suoi colleghi, ma questo non è dato saperlo, per ora) aveva già conoscenze di statistica (cfr. lo Stomachion) e calcolo infinitesimale, molti secoli prima che questi venissero riscoperti dai matematici del XIX secolo e da Newton.

A parte un capitolo dedicato ad alcune dimostrazioni geometriche, il libro è molto discorsivo e con un taglio abbastanza divulgativo.